domenica, 10 agosto 2008, ore 21:31



Per chi se lo fosse dimenticato, siamo alla vigilia della notte di San Lorenzo quindi se avete poco sonno o caldo, durante queste notti uscite fuori e mettetevi comodi col naso all'insù, godrete di un bello spettacolo. Se poi siete in dolce compagnia, meglio.

Riguardo al mio hobby si è organizzato un bello starparty (FOTO) da me e ho fatto parecchie uscite con la nuova configurazione, ovvero oltre alla EQ6 una bella camera CCD SBIG ( FOTO 1, FOTO 2) e un bellissimo rifrattore APO, il William Optics FLT132 (FOTO1, FOTO 2) che va ad affiancare il fido C9.
Ho fatto diverse uscite in queste ultime settimane e qualche risultato si è visto, come M13, M57 (nei pressi è uscita anche la galassietta IC1296, vedi sopra), Giove.

Amo davvero il mio hobby e in questo periodo di grandi impegni trascorrere qualche notte al fresco dell'estate è un vero godimento.

E anche per stasera è tutto, vado a bere qualcosa di fresco con Aki.
Falco78
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categoria : astronomia

sabato, 09 agosto 2008, ore 21:24




Insieme, da ormai 4 mesi.

Come avevo annunciato nell'ultima pagina prima della lunga pausa, Aki è arrivata il 16 aprile. Inutile dire quanto fossi impaziente. Impazienza acuita anche da un'attesa imprevista. Giunto all'aeroporto di Catania in buon anticipo, ho subito letto che il suo volo sarebbe arrivato con quasi un'ora di ritardo. E vabbè, siamo pur sempre in Italia altrimenti dove sta il bello? eheheh
In compenso ho subito notato che l'ufficio doganale era chiuso il che mi ha fatto tirare un sospiro di sollievo.
Nell'attesa individuo nella lunga vetrata il lembo estremo da dove sarebbe stato possibile vedere arrivare i passeggeri prima possibile e mi metto (im)paziente attesa attaccato lì in stile simil-ventosa. Finalmente giunge il momento, ci vediamo  immediatamente (anche grazie alla vista recuperata, eh!), lei sorride, io sorrido, saluto con le mani. Due deficienti.
Chiudo qui con questo quadretto stucchevole a rischio diabete e vi dico che quasi subito mi sono ripreso e fregandomene del finanziere a guardia della zona del ritiro valigie, corro dentro, acchiappo il suo bagaglio a mano (pesava un botto), bacio veloce e esco. Il finanziere rideva.
Ritira la valigia, esce, ci abbracciamo, lei felicissima e si va verso l'auto. In pochi minuti ci siamo detti tante cose, davvero un grande momento. Usciti dall'aeroporto vediamo un bel tramonto, mentre l'Etna giganteggiava di fronte a noi. Sulla via del ritorno lei era davvero elettrizzata e tra mille piccoli sorrisi giungiamo a casa. Accoglienza festosa ma discreta.

La domenica successiva, il 20 aprile, i miei hanno deciso una cosa saggia: per evitare l'assalto del parentame e amiciame vario a orari folli si è organizzata una festa di benvenuto ad invito. Fin dai primi giorni è stato tutto molto bello e naturale, lei davvero felice, io pure, i miei entusiasti. Il 19 ce ne siamo andati al circo con mio fratello e la futura moglie ed è stata una serata simpatica, per il resto a zonzo per la zona. Da subito ho scoperto in lei anche un grande spirito di adattamento e una socievolezza stupefacente. La prima prova è stata infatti la festa in questione, in cui ha saputo tenere testa a una cinquantina di persone con garbo.
Da lì tante giornate davvero belle che per brevità non posso raccontare. Siamo stati a feste e sagre varie, anche improbabili (come la sagra del carciofo di Cerda, che ridere...) e tante volte al mare o nei tanti bei posti che ci sono qui attorno. Per lei tutto era nuovo e per me è stato divertente notare come tutto quello che per me era normale per lei era del tutto curioso: le feste religiose, i cibi, i suoni, i colori, i profumi. Per lei tutto qui in Sicilia è a tinte forti, o come ha detto lei, sanguigno, eccessivo ma passionale. Tra le tante cose viste la Festa del Crocefisso a Siculiana (AG), quella della Madonna del Monte a Racalmuto (AG), San Calogero ad Agrigento e così via. Poi le montagne dell'entroterra (siamo saliti fino a Piano Battaglia) e i contrasti con la costa.
La spesa ai mercatini ittici, i barbecue alla casa al mare e poi andare la mattina presto da un amico, allevatore locale, a vedere come si produce la ricotta e i formaggi con metodi tradizionali e vedere per quelle stradine di montagna tanti quadretti di una terra senza tempo. Ricordo come l'ha divertita l'immagine di un uomo anziano, novantenne, arrivare in quel cascinale su una motoretta vecchia di cinquant'anni per  fare colazione. E  ripartire poco dopo, allegro e lento, sulle vie  polverose e assolate.  Le ha ricordato Nuovo Cinema Paradiso.
Insomma, sensazioni e esperienze che l'hanno resa più di una volta felice visto l'amore che ha per la buona tavola e per la natura.
Per il resto molta serenità.

Andando a fatti meno poetici abbiamo tuttavia discusso del fatto che in Italia più di tre mesi non è consentito rimanere. Ne avevo parlato in questura e ho trovato gentilezza e disponibilità. Per farla breve la tolleranza c'è, l'occhio lo si chiude ma poi, negli aeroporti, a Roma non siamo qui e i problemi potrebbero nascere sempre. Di certo non quello che accadrebbe in Giappone però meglio evitare. Mi hanno "regalato" qualche settimana sul visto turistico facendolo partire dopo ma per il resto Aki sarebbe stato meglio se fosse tornata a casa non troppo tardi.
Ne abbiamo discusso a lungo e così abbiamo deciso di sposarci! Ebbene sì.
Potrà sembrare strano ma aver fatto le cose così di colpo e sull'onda della pazzia è stato bello, molto divertente e senza stress. In poche settimane siamo andati a Roma all'ambasciata giapponese per prendere i documenti necessari al matrimonio (nulla osta, certificato di nascita/famiglia/stato civile) e organizzato il matrimonio civile.
A Roma abbiamo visitato con l'occasione tanti bei posti e ho potuto finalmente incontrare alcuni divertentissimi amici, come Nico, Dodo, Patty e l'idolo Fausto.
Tornati a casa, abbiamo preparato anelli, vestiti, ristorantino, annessi e connessi per questo primo matrimonio e l'abbiamo fissato per il 21 luglio. I miei sono stati entusiasti e grazie anche a loro tutto è riuscito a meraviglia. Ma questo è tuttavia un passo interlocutorio perché il 22 ottobre convoleremo a giuste nozze in chiesa.
Riguardo al 21 luglio però non vi nascondo che è stato ugualmente un momento di grandissima emozione. Per l'occasione ho affittato il teatro dell'opera della mia città e abbiamo celebrato il rito sul palcoscenico al cospetto di pochissimi intimi. Già durante i preparativi ero nervoso e durante la (per fortuna) breve cerimonia l'emozione si è sentita.
In questi ultimi giorni ci siamo dedicati al relax, andando saltuariamente alla casa al mare, cucinando all'aperto e facendoci grasse mangiate e dormite.
Che dire della mia dolce metà? È davvero una grande donna, in questi mesi si è ambientata benissimo, ha una grande dolcezza e non so come fa, ma sembra sia vissuta qui da sempre. C'è da dire che tutti l'hanno accolta con grande calore e simpatia e che finora non ci sono mai stati eventi spiacevoli. Alla fine ero forse io l'unico pessimista...
Mi spiace non aver potuto aggiungere altri dettagli ma il tempo è sempre quello che è e le cose da dire sarebbero tante.
Un saluto a tutti!
Falco78
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categoria : vita quotidiana

sabato, 09 agosto 2008, ore 20:09



"A volte ritornano"


E stavolta non è un'antologia di Stephen King ma la mia ricomparsa.
Mi spiace aver lasciato cadere questo diario nell'oblio ma purtroppo si sono accavallati così tanti eventi e impegni che anche quando mi sono capitati dei momenti di relax li ho egoisticamente vissuti oziando! Tuttavia avevo promesso agli amici Nico e Dodo che avrei ripreso e quindi eccomi qui!

Dove ci eravamo lasciati? Ah, ecco... al suo arrivo. Da allora quasi 4 mesi e piano piano vi racconterò tutto e apirete il perché della mia assenza...

A proposito, ma quanto fa caldo in questi giorni? Una roba incredibile! Sarà l'età? In effetti qualche giorno fa ho compiuto 30 anni e al di là di una gran giornata in compagnia della mia famiglia e di Aki non ho notato nulla di cambiato. A questo proposito proprio ieri sentivo alla radio una trasmissione sui "trentenni di oggi" quelli mooooderni e su come di colpo avere trent'anni e qua e là e succede questo e quello, com'è figo, quante cose qua e bla bla bla. Boh, che vi posso dire... sarà che sono anormale io ma sembra solo a me che ultimamente si creano miti e minchiate (si possono usare francesismi a trent'anni? Sarà tema di qualche trasmissione radiofonica?) a nastro su tutto?

Forse sarà il caldo a farmi polemico, vado a bere qualcosa e torno.

Rieccomi. Dicevo che vorrei raccontarvi un po' quello che mi è accaduto e mi sta accadendo ma contemporaneamente vorrei terminare il reportage sul Giappone che non avevo terminato anche perché in parecchi mi hanno chiesto di concluderlo.
Ho deciso quindi di inserire via via delle pagine su quel viaggio a mo' di finestre.

Chiudo qui questa pagina di riapertura , per ricominciare con le varie pagine. A tra pochissimo!
Falco78
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categoria : vita quotidiana

martedì, 15 aprile 2008, ore 23:36

Domani sera alle 6 e mezzo arriverà Akiko. Andremo a prenderla a Catania. In questo momento sarà nei pressi dell'aeroporto del Kansai, chissà quante sensazioni...
In me c'è sicuramente tanta attesa, desiderio di rivederla, tanti pensieri per i prossimi giorni, il futuro...
Inutile dire quanto mi è mancata e quanto questo arrivo sia emozionante. Anche per la mia famiglia che mano a mano che passano le ore è sempre più elettrizzata.
Questa sera non voglio aggiungere altro, voglio mantenere questo momento un po' più privato.
Un saluto a tutti e... viva l'amore
Falco78
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categoria : vita quotidiana

sabato, 05 aprile 2008, ore 00:59



Eccomi qui per una nuova pagina. In questi giorni sono stato molto impegnato sia sul piano del lavoro che per alcune questioni burocratiche legate alla casa (di questo parlerò successivamente altrimenti chiuderebbero il blog per l'oscenità esagerata dei miei improperi).

La notizia più bella è che Aki verrà qui da me il 16 aprile sera. Inutile dire quanto ne sia felice. Felice di riabbracciarla dopo soli 2 mesi.
Ma per il momento torniamo al diario di viaggio. A inizio anno siamo andati in un grosso centro commerciale di Kobe e devo dire che era enorme e ben fornito di tutto. Per l'ennesima volta ho poi constatato che tutto ciò che è Italia costa veramente un botto, anche solenni cagate. Ma tra i tanti settori ho poi trovato un fornitissimo negozio di strumenti musicali dove si poteva testare gratuitamente tutto quello che si desiderava. E qui, nostalgico del mio Yamaha TRB5 e del mio quartetto jazz mi son messo a giocare con un bel 5 corde che, seppur non al livello di un Fender o uno Yamaha, suonava tutto sommato benino. Vicino avevo un ragazzo giapponese che stava testando una batteria elettronica e ci siamo anche divertiti a intrecciare qualcosa insieme. Si è divertita anche Aki.
Foto 1
Il 3 siamo invece tornati a Himeji e stavolta i suoi zii ci hanno portati sul pittoresco Monte Shosha, noto, oltre che per le sue vedute panoramiche, per la presenza del complesso templare buddista chiamato Shosazan Engyo-ji.
Per giungere fino in cima si sale su una simpatica funivia dal quale è possibile ammirare una bella vallata che si apre infine sulla piana di Himeji.
Foto 2
Giunti in cima ci si incammina lungo un lungo viale sterrato ornato ai lati da decine di statuette bronzee che raffigurano svariate divinità buddiste (non ditemi  cosa rappresentavano perché non ne so nulla). Oltre a queste statue mi hanno incuriosito poi delle stele alte circa un metro e poste sempre ai lati della strada. Ho chiesto ad Aki e così ho capito che quelle sono stele legate a una offerta al tempio e su esse c'è scritto il nome dell'offerente e spesso la cifra. Tutto ciò è messo lì a futura memoria e perché chi visita i luoghi possa ammirare queste persone e prenderne esempio (e cacciare a sua volta il grano). Da questo discorso è poi successivamente partita una discussione su alcuni aspetti della "religiosità" giapponese che ignoravo totalmente. Akiko è invero una ragazza estremamente schietta e, pregandomi di evitare di parlarne con altri giapponesi, mi ha spiegato un bel po' di cose che per il 90% dei giapponesi sono tabù. Sostanzialmente chiedere a un giapponese se crede in qualcosa è il miglior modo per metterlo in crisi o a disagio. Il fatto è che molti non si pongono alcuna domanda perché troppo impegnativa, altri si limitano a rispettare alcune consuetudini per tradizione e comunque la gran parte teme spiriti, maledizioni e si affida a talismani e amuleti. Mi ha spiegato un po' come funzionano i templi e le famiglie che tradizionalmente li  gestiscono (normalmente sono spropositatamente ricche). Un'altra cosa che non sapevo è poi quella dei funerali, più costoso è il funerale meglio va nell'aldilà il tizio mentre per i poveracci oltre ad aver vissuto di merda qua, vanno di merda là. Insomma qui dovremmo addentrarci in un discorso complesso legato al classismo che impera nella società giapponese ma la discussione è lunga e penso nasconda insidie e/o potenziali polemiche anche involontarie. Torniamo a noi.
Dopo la lunga scarpinata su questo sentiero si giunge al primo tempio di questo grosso complesso sacro.
Foto 3
Foto 4
Quando siamo arrivati in questo tempio devo dire che mi ha colpito la bellezza del luogo, verde ovunque, una lunga scalinata scoscesa e in alto questa grande struttura lignea, davvero sontuosa. Certo, architettonicamente i templi nipponici non brillano per originalità (cioè ruotano tutti un po' intorno a 4-5 modelli), tuttavia questo ha una posizione indubbiamente eccezionale dal punto di vista scenografico. A questo proposito nei pressi di questo tempio ho fatto una gaffe veramente tremenda. Mi sono vergognato come un ladro ma purtroppo il cervello mi ha fregato. Eravamo infatti dietro il tempio e ci stavamo incamminando verso i successivi quando sul lato della struttura ho visto alcune cose su uno scalino ai piedi di una porta di legno sbarrata. Io come un pirla mi avvicino e vedo che si trattava di una bella confezione di mochi, i dolcetti giapponesi, ben impacchettata. Accanto una penna e un block notes. In quel momento dico ad Aki in giapponese: "Oh Aki, qualcuno s'è scordato un pacco di dolci. Ce li portiamo? E' peccato". Cioè, m'è uscito istintivo il comportamento tipico di chi fin da piccolo è stato abituato a sentirsi dire che sprecare il cibo è una colpa, ecc ecc
Ebbene, Aki si mette a ridere, alcuni giapponesi  mi guardano storto, due ragazzi applaudono e uno fa: "Finalmente uno che lo dice!". Io non capisco, ma sono cosciente che ho detto 'na cazzata. Aki allora mi indica di passare avanti e poi mi spiega ridendo che quei dolci li aveva messi qualcuno perché praticamente quella porta serve per gli spiriti e così lo spirito vedendosi offrire dei dolci pensa che la gente è brava con lui e non fa casino. Ecco, questo è più o meno il senso. Ma io che cavolo potevo saperne che agli spiriti giapponesi piacciono i dolciumi? Rimane il fatto che tante volte dovrei parlare meno... eheheh
Ripromessomi di tacere per il resto del viaggio siamo infine giunti a un grande spiazzo, enorme, limitato in fondo e ai lati da due templi e da un porticato. Questi templi e questo spiazzo probabilmente ricorderanno qualcosa a qualcuno di voi. Infatti hanno fatto da scenografia a diverse scene del film "L'Ultimo Samurai".
Sinceramente parlando, sarà che siamo arrivati là al tramonto, sarà che tirava un vento gelido e fragoroso ma questo posto aveva un'aria parecchio tetra e secondo me se qualcuno ci andasse di notte, anche non credendo agli spiriti, e un altro gli facesse uno scherzo si cagherebbe tranquillamente in mano.
Foto 5
Foto 6
Foto 7
Da questo posto siamo poi scesi per tornare alla stazione della funivia e il bosco che abbiamo attraversato era di una bellezza notevolissima. Ho fotografato diversi angoli meravigliosi e tra le tante cose mi è rimasto scolpito in mente questo albero, la cui foto non rende giustizia alla sua bellezza.
Foto 8
All'uscita del complesso templare ho visto infine una delle famose campane giapponesi.
Foto 9
Scesi con la funivia, al parcheggio ho infine visto questi simpatici cani chiusi in una macchina. Facevano le feste a chiunque passasse e francamente mi spiaceva fossero chiusi lì magari da ore.
Foto 10
La sera poi siamo rientrati a casa, infreddoliti ma divertiti. Abbiamo parlato spesso delle mie gaffes, lei si diverte parecchio. Meno male, dico io, che mi sopporta. :D
E con questo anche per oggi è tutto. La prossima volta inizieremo col grande viaggio finale che da Tokyo mi ha portato fino alle estreme propaggini settentrionali dello Hokkaidou.
A presto!
Falco78
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categoria : giappone