martedì, 15 aprile 2008, ore 23:36
Domani sera alle 6 e mezzo arriverà Akiko. Andremo a prenderla a Catania. In questo momento sarà nei pressi dell'aeroporto del Kansai, chissà quante sensazioni...
In me c'è sicuramente tanta attesa, desiderio di rivederla, tanti pensieri per i prossimi giorni, il futuro...
Inutile dire quanto mi è mancata e quanto questo arrivo sia emozionante. Anche per la mia famiglia che mano a mano che passano le ore è sempre più elettrizzata.
Questa sera non voglio aggiungere altro, voglio mantenere questo momento un po' più privato.
Un saluto a tutti e... viva l'amore 
Falco78
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vita quotidiana
sabato, 05 aprile 2008, ore 00:59
Eccomi qui per una nuova pagina. In questi giorni sono stato molto impegnato sia sul piano del lavoro che per alcune questioni burocratiche legate alla casa (di questo parlerò successivamente altrimenti chiuderebbero il blog per l'oscenità esagerata dei miei improperi).
La notizia più bella è che Aki verrà qui da me il 16 aprile sera. Inutile dire quanto ne sia felice. Felice di riabbracciarla dopo soli 2 mesi.
Ma per il momento torniamo al diario di viaggio. A inizio anno siamo andati in un grosso centro commerciale di Kobe e devo dire che era enorme e ben fornito di tutto. Per l'ennesima volta ho poi constatato che tutto ciò che è Italia costa veramente un botto, anche solenni cagate. Ma tra i tanti settori ho poi trovato un fornitissimo negozio di strumenti musicali dove si poteva testare gratuitamente tutto quello che si desiderava. E qui, nostalgico del mio Yamaha TRB5 e del mio quartetto jazz mi son messo a giocare con un bel 5 corde che, seppur non al livello di un Fender o uno Yamaha, suonava tutto sommato benino. Vicino avevo un ragazzo giapponese che stava testando una batteria elettronica e ci siamo anche divertiti a intrecciare qualcosa insieme. Si è divertita anche Aki.
Foto 1
Il 3 siamo invece tornati a Himeji e stavolta i suoi zii ci hanno portati sul pittoresco Monte Shosha, noto, oltre che per le sue vedute panoramiche, per la presenza del complesso templare buddista chiamato Shosazan Engyo-ji.
Per giungere fino in cima si sale su una simpatica funivia dal quale è possibile ammirare una bella vallata che si apre infine sulla piana di Himeji.
Foto 2
Giunti in cima ci si incammina lungo un lungo viale sterrato ornato ai lati da decine di statuette bronzee che raffigurano svariate divinità buddiste (non ditemi cosa rappresentavano perché non ne so nulla). Oltre a queste statue mi hanno incuriosito poi delle stele alte circa un metro e poste sempre ai lati della strada. Ho chiesto ad Aki e così ho capito che quelle sono stele legate a una offerta al tempio e su esse c'è scritto il nome dell'offerente e spesso la cifra. Tutto ciò è messo lì a futura memoria e perché chi visita i luoghi possa ammirare queste persone e prenderne esempio (e cacciare a sua volta il grano). Da questo discorso è poi successivamente partita una discussione su alcuni aspetti della "religiosità" giapponese che ignoravo totalmente. Akiko è invero una ragazza estremamente schietta e, pregandomi di evitare di parlarne con altri giapponesi, mi ha spiegato un bel po' di cose che per il 90% dei giapponesi sono tabù. Sostanzialmente chiedere a un giapponese se crede in qualcosa è il miglior modo per metterlo in crisi o a disagio. Il fatto è che molti non si pongono alcuna domanda perché troppo impegnativa, altri si limitano a rispettare alcune consuetudini per tradizione e comunque la gran parte teme spiriti, maledizioni e si affida a talismani e amuleti. Mi ha spiegato un po' come funzionano i templi e le famiglie che tradizionalmente li gestiscono (normalmente sono spropositatamente ricche). Un'altra cosa che non sapevo è poi quella dei funerali, più costoso è il funerale meglio va nell'aldilà il tizio mentre per i poveracci oltre ad aver vissuto di merda qua, vanno di merda là. Insomma qui dovremmo addentrarci in un discorso complesso legato al classismo che impera nella società giapponese ma la discussione è lunga e penso nasconda insidie e/o potenziali polemiche anche involontarie. Torniamo a noi.
Dopo la lunga scarpinata su questo sentiero si giunge al primo tempio di questo grosso complesso sacro.
Foto 3
Foto 4
Quando siamo arrivati in questo tempio devo dire che mi ha colpito la bellezza del luogo, verde ovunque, una lunga scalinata scoscesa e in alto questa grande struttura lignea, davvero sontuosa. Certo, architettonicamente i templi nipponici non brillano per originalità (cioè ruotano tutti un po' intorno a 4-5 modelli), tuttavia questo ha una posizione indubbiamente eccezionale dal punto di vista scenografico. A questo proposito nei pressi di questo tempio ho fatto una gaffe veramente tremenda. Mi sono vergognato come un ladro ma purtroppo il cervello mi ha fregato. Eravamo infatti dietro il tempio e ci stavamo incamminando verso i successivi quando sul lato della struttura ho visto alcune cose su uno scalino ai piedi di una porta di legno sbarrata. Io come un pirla mi avvicino e vedo che si trattava di una bella confezione di mochi, i dolcetti giapponesi, ben impacchettata. Accanto una penna e un block notes. In quel momento dico ad Aki in giapponese: "Oh Aki, qualcuno s'è scordato un pacco di dolci. Ce li portiamo? E' peccato". Cioè, m'è uscito istintivo il comportamento tipico di chi fin da piccolo è stato abituato a sentirsi dire che sprecare il cibo è una colpa, ecc ecc
Ebbene, Aki si mette a ridere, alcuni giapponesi mi guardano storto, due ragazzi applaudono e uno fa: "Finalmente uno che lo dice!". Io non capisco, ma sono cosciente che ho detto 'na cazzata. Aki allora mi indica di passare avanti e poi mi spiega ridendo che quei dolci li aveva messi qualcuno perché praticamente quella porta serve per gli spiriti e così lo spirito vedendosi offrire dei dolci pensa che la gente è brava con lui e non fa casino. Ecco, questo è più o meno il senso. Ma io che cavolo potevo saperne che agli spiriti giapponesi piacciono i dolciumi? Rimane il fatto che tante volte dovrei parlare meno... eheheh
Ripromessomi di tacere per il resto del viaggio siamo infine giunti a un grande spiazzo, enorme, limitato in fondo e ai lati da due templi e da un porticato. Questi templi e questo spiazzo probabilmente ricorderanno qualcosa a qualcuno di voi. Infatti hanno fatto da scenografia a diverse scene del film "L'Ultimo Samurai".
Sinceramente parlando, sarà che siamo arrivati là al tramonto, sarà che tirava un vento gelido e fragoroso ma questo posto aveva un'aria parecchio tetra e secondo me se qualcuno ci andasse di notte, anche non credendo agli spiriti, e un altro gli facesse uno scherzo si cagherebbe tranquillamente in mano.
Foto 5
Foto 6
Foto 7
Da questo posto siamo poi scesi per tornare alla stazione della funivia e il bosco che abbiamo attraversato era di una bellezza notevolissima. Ho fotografato diversi angoli meravigliosi e tra le tante cose mi è rimasto scolpito in mente questo albero, la cui foto non rende giustizia alla sua bellezza.
Foto 8
All'uscita del complesso templare ho visto infine una delle famose campane giapponesi.
Foto 9
Scesi con la funivia, al parcheggio ho infine visto questi simpatici cani chiusi in una macchina. Facevano le feste a chiunque passasse e francamente mi spiaceva fossero chiusi lì magari da ore.
Foto 10
La sera poi siamo rientrati a casa, infreddoliti ma divertiti. Abbiamo parlato spesso delle mie gaffes, lei si diverte parecchio. Meno male, dico io, che mi sopporta. :D
E con questo anche per oggi è tutto. La prossima volta inizieremo col grande viaggio finale che da Tokyo mi ha portato fino alle estreme propaggini settentrionali dello Hokkaidou.
A presto!
Falco78
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giappone
lunedì, 24 marzo 2008, ore 12:04
venerdì, 14 marzo 2008, ore 21:17
Il 5 gennaio di buon'ora siamo partiti in auto da Mikishi alla volta di Takamatsu, sull'isola di Shikoku. La distanza non era indifferente, tuttavia il viaggio è stato comodo, allegro e parecchio interessante. Durante il tragitto infatti, oltre a belle chiacchierate con Aki e gli altri abbiamo oltrepassato il gigantesco quanto famoso Akashi-Kaikyō, altrimenti noto come Pearl Bridge. Questo ponte enorme è attualmente il ponte a campata unica più lungo del mondo con i suoi 1991 metri. In altre parole un record che il Ponte sullo Strette avrebbe dovuto infrangere. Ma ahimè, tra il sismicissimo Giappone e una Pecorara Scania sinistra italica c'è un abisso profondo quanto lo Stretto di Messina in questione. Inutile dire che la visione di questa e tante altre infrastrutture mi ha lasciato senza parole e che dire... per secoli, anzi millenni, l'Italia è stata il faro dell'architettura e dell'ingegneristica, oggi abbiamo solo da ammirare gli altri.
Giunti a destinazione nel primo pomeriggio abbiamo effettuato una visita a casa dei nonni di Aki e ho incontrato due anziani davvero in gambissima. Lei 85, lui 87, arzilli e molto cordiali. Specialmente il nonno, molto alto, dall'aria simpatica e raffinata mi ha colpito perché mi ha ricordato mio nonno Giuseppe, la persona a cui sono stato più legato durante la mia infanzia e prima gioventù. Come lui, il nonno di Aki è sempre stato un uomo di cultura e sapendo dei miei studi storici e artistici ci siamo fatti una lunga e bella chiacchierata: mi racconta diversi aneddoti riguardanti la sua vita e infine regala alla nipote dei soldi e a me delle opere artistiche antiche parecchio pregiate. Tra le tante cose alcuni manoscritti in calligrafia tradizionale artistica di genealogie imperiali, testi antichi, una copia dell'Heike Monogatari prima edizione storica giapponese (uscita a suo tempo in 200 pezzi numerati) e un dipinto antico (di circa 200 anni) di cui si conserva una sola copia al museo di Nara. Tutto ciò non so come e se potrò portarlo in Italia. Ho cercato di rifiutare vista l'entità degli oggetti ma lui ha insistito perché li prendesse qualcuno che ha a cuore la storia, l'arte e l'antichità. Ho accettato con commozione.
Unica sua richiesta: una visita ai luoghi dello Heike Monogatari, ovvero le gole e le isolette di rimpetto a Takamatsu (al tempo Yashima), dove si consumò lo scontro epico (passato alla storia come Battaglia di Yashima) tra il piccolo manipolo di guerrieri del leggendario Minamoto no Yoshitsune (che uscì dallo scontro vittorioso) e la grande flotta del clan Taira a lui avverso.
Come promesso io e Aki siamo andati su un alto promontorio (Monte Yashima) e dopo una lunga scarpinata abbiamo visto dei panorami assolutamente straordinari. Vedute a cui le foto non rendono assolutamente giustizia.
Foto 1
Foto 2
Foto 3
La Foto 4 ritrae il promontorio della Battaglia di Yashima.
Foto 4
La sera i nonni e altri familiari di Aki ci hanno invitati a cena e ci siamo ritrovatiin un posto molto tradizionale, dove a servirci c'erano delle cameriere in kimono davvero elegantissime. Vi regalo solo un'immagine della mia camera e di un ragazzetto che adora il calcio italiano, la nazionale e la Juve. ehhehehe
Foto 5
Foto 6
A proposito di cene con i giapponesi sappiate che si beve parecchio, solo che noi occidentali reggiamo parecchio, loro dopo pochissimo vanno fuori come balconi.
Il giorno dopo ho realizzato un altro dei miei desideri visitando di mattina uno dei giardini monumentali più famosi del Giappone, il Ritsurin Kōen. All'interno oltre a vedute mozzafiato ho goduto della visita di alcuni musei dell'artigianato storico e di una bella esposizione di bonsai (che tralaltro adoro). Descrivere un parco come quello è difficile perché suoni, colori e raffinatezza sono un mix così complesso e legato alle emozioni sensoriali che descriverle non è affatto semplice. Posso solo dire: andateci.
Foto 7
Foto 8
Foto 9
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Prima di tornare a Kobe siamo tornati dai nonni e questa volta il nonno di Aki mi ha portato nel suo studio privato, una sorta di laboratorio pieno zeppo di quadri, lavori di grafica e calligrafia tutti prodotti da lui. Un luogo davvero bello, che trasudava serenità e senso del bello.
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Foto 12
La partenza è stata emozionante e durante il tragitto che ci riportava a casa ho pensato che ancora una volta dovevo ringraziare Dio per le nuove esperienze vissute e per quanto mi avevano dato questi incontri e queste due intensissime giornate.
E con questo si chiude anche la pagina dedicata alla visita di Takamatsu. La prossima volta torneremo a Himeji e vi assicuro che non mancherà qualche risata!
A presto.
Falco78
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giappone
venerdì, 14 marzo 2008, ore 18:59
Rieccomi qui dopo tempo immemore. Mi scuso con tutti per la lunga assenza ma gennaio e febbraio sono stati mesi pienissimi e quanto avete letto finora è poco in confronto a quanto ho fatto successivamente. Riguardo al perdurante silenzio, esso non è motivato solo dagli impegni ma anche da una immane pigrizia che mi ha attanagliato.
Dopo questo riprenderò il diario del viaggio dopo questo messaggio di spiegazioni/ritorno.
Colgo l'occasione per dirvi di un bell'oggetto che ho ricevuto oggi: la nuova pulsantiera della mia bella EQ6. Yatta!
Infatti ancora non sapete che uno dei miei tanti hobby (forse quello che mi ha accompagnato sempre nella vita) è la passione per il cielo per cui ho per casa varie strumentazioni per l'osservazione. Stanotte dopo il diario di certo uscirò a guardare il mio bel cielo siciliano che tanto mi è mancato.
A tra poco con una nuova pagina del diario di viaggio.
Falco78
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vita quotidiana, astronomia