Insieme, da ormai 4 mesi.
Come avevo annunciato nell'ultima pagina prima della lunga pausa, Aki è arrivata il 16 aprile. Inutile dire quanto fossi impaziente. Impazienza acuita anche da un'attesa imprevista. Giunto all'aeroporto di Catania in buon anticipo, ho subito letto che il suo volo sarebbe arrivato con quasi un'ora di ritardo. E vabbè, siamo pur sempre in Italia altrimenti dove sta il bello? eheheh
In compenso ho subito notato che l'ufficio doganale era chiuso il che mi ha fatto tirare un sospiro di sollievo.
Nell'attesa individuo nella lunga vetrata il lembo estremo da dove sarebbe stato possibile vedere arrivare i passeggeri prima possibile e mi metto (im)paziente attesa attaccato lì in stile simil-ventosa. Finalmente giunge il momento, ci vediamo immediatamente (anche grazie alla vista recuperata, eh!), lei sorride, io sorrido, saluto con le mani. Due deficienti.
Chiudo qui con questo quadretto stucchevole a rischio diabete e vi dico che quasi subito mi sono ripreso e fregandomene del finanziere a guardia della zona del ritiro valigie, corro dentro, acchiappo il suo bagaglio a mano (pesava un botto), bacio veloce e esco. Il finanziere rideva.
Ritira la valigia, esce, ci abbracciamo, lei felicissima e si va verso l'auto. In pochi minuti ci siamo detti tante cose, davvero un grande momento. Usciti dall'aeroporto vediamo un bel tramonto, mentre l'Etna giganteggiava di fronte a noi. Sulla via del ritorno lei era davvero elettrizzata e tra mille piccoli sorrisi giungiamo a casa. Accoglienza festosa ma discreta.
La domenica successiva, il 20 aprile, i miei hanno deciso una cosa saggia: per evitare l'assalto del parentame e amiciame vario a orari folli si è organizzata una festa di benvenuto ad invito. Fin dai primi giorni è stato tutto molto bello e naturale, lei davvero felice, io pure, i miei entusiasti. Il 19 ce ne siamo andati al circo con mio fratello e la futura moglie ed è stata una serata simpatica, per il resto a zonzo per la zona. Da subito ho scoperto in lei anche un grande spirito di adattamento e una socievolezza stupefacente. La prima prova è stata infatti la festa in questione, in cui ha saputo tenere testa a una cinquantina di persone con garbo.
Da lì tante giornate davvero belle che per brevità non posso raccontare. Siamo stati a feste e sagre varie, anche improbabili (come la sagra del carciofo di Cerda, che ridere...) e tante volte al mare o nei tanti bei posti che ci sono qui attorno. Per lei tutto era nuovo e per me è stato divertente notare come tutto quello che per me era normale per lei era del tutto curioso: le feste religiose, i cibi, i suoni, i colori, i profumi. Per lei tutto qui in Sicilia è a tinte forti, o come ha detto lei, sanguigno, eccessivo ma passionale. Tra le tante cose viste la Festa del Crocefisso a Siculiana (AG), quella della Madonna del Monte a Racalmuto (AG), San Calogero ad Agrigento e così via. Poi le montagne dell'entroterra (siamo saliti fino a Piano Battaglia) e i contrasti con la costa.
La spesa ai mercatini ittici, i barbecue alla casa al mare e poi andare la mattina presto da un amico, allevatore locale, a vedere come si produce la ricotta e i formaggi con metodi tradizionali e vedere per quelle stradine di montagna tanti quadretti di una terra senza tempo. Ricordo come l'ha divertita l'immagine di un uomo anziano, novantenne, arrivare in quel cascinale su una motoretta vecchia di cinquant'anni per fare colazione. E ripartire poco dopo, allegro e lento, sulle vie polverose e assolate. Le ha ricordato Nuovo Cinema Paradiso.
Insomma, sensazioni e esperienze che l'hanno resa più di una volta felice visto l'amore che ha per la buona tavola e per la natura.
Per il resto molta serenità.
Andando a fatti meno poetici abbiamo tuttavia discusso del fatto che in Italia più di tre mesi non è consentito rimanere. Ne avevo parlato in questura e ho trovato gentilezza e disponibilità. Per farla breve la tolleranza c'è, l'occhio lo si chiude ma poi, negli aeroporti, a Roma non siamo qui e i problemi potrebbero nascere sempre. Di certo non quello che accadrebbe in Giappone però meglio evitare. Mi hanno "regalato" qualche settimana sul visto turistico facendolo partire dopo ma per il resto Aki sarebbe stato meglio se fosse tornata a casa non troppo tardi.
Ne abbiamo discusso a lungo e così abbiamo deciso di sposarci! Ebbene sì.
Potrà sembrare strano ma aver fatto le cose così di colpo e sull'onda della pazzia è stato bello, molto divertente e senza stress. In poche settimane siamo andati a Roma all'ambasciata giapponese per prendere i documenti necessari al matrimonio (nulla osta, certificato di nascita/famiglia/stato civile) e organizzato il matrimonio civile.
A Roma abbiamo visitato con l'occasione tanti bei posti e ho potuto finalmente incontrare alcuni divertentissimi amici, come Nico, Dodo, Patty e l'idolo Fausto.
Tornati a casa, abbiamo preparato anelli, vestiti, ristorantino, annessi e connessi per questo primo matrimonio e l'abbiamo fissato per il 21 luglio. I miei sono stati entusiasti e grazie anche a loro tutto è riuscito a meraviglia. Ma questo è tuttavia un passo interlocutorio perché il 22 ottobre convoleremo a giuste nozze in chiesa.
Riguardo al 21 luglio però non vi nascondo che è stato ugualmente un momento di grandissima emozione. Per l'occasione ho affittato il teatro dell'opera della mia città e abbiamo celebrato il rito sul palcoscenico al cospetto di pochissimi intimi. Già durante i preparativi ero nervoso e durante la (per fortuna) breve cerimonia l'emozione si è sentita.
In questi ultimi giorni ci siamo dedicati al relax, andando saltuariamente alla casa al mare, cucinando all'aperto e facendoci grasse mangiate e dormite.
Che dire della mia dolce metà? È davvero una grande donna, in questi mesi si è ambientata benissimo, ha una grande dolcezza e non so come fa, ma sembra sia vissuta qui da sempre. C'è da dire che tutti l'hanno accolta con grande calore e simpatia e che finora non ci sono mai stati eventi spiacevoli. Alla fine ero forse io l'unico pessimista...
Mi spiace non aver potuto aggiungere altri dettagli ma il tempo è sempre quello che è e le cose da dire sarebbero tante.
Un saluto a tutti!