venerdì, 14 marzo 2008, ore 21:17
Il 5 gennaio di buon'ora siamo partiti in auto da Mikishi alla volta di Takamatsu, sull'isola di Shikoku. La distanza non era indifferente, tuttavia il viaggio è stato comodo, allegro e parecchio interessante. Durante il tragitto infatti, oltre a belle chiacchierate con Aki e gli altri abbiamo oltrepassato il gigantesco quanto famoso Akashi-Kaikyō, altrimenti noto come Pearl Bridge. Questo ponte enorme è attualmente il ponte a campata unica più lungo del mondo con i suoi 1991 metri. In altre parole un record che il Ponte sullo Strette avrebbe dovuto infrangere. Ma ahimè, tra il sismicissimo Giappone e una Pecorara Scania sinistra italica c'è un abisso profondo quanto lo Stretto di Messina in questione. Inutile dire che la visione di questa e tante altre infrastrutture mi ha lasciato senza parole e che dire... per secoli, anzi millenni, l'Italia è stata il faro dell'architettura e dell'ingegneristica, oggi abbiamo solo da ammirare gli altri.
Giunti a destinazione nel primo pomeriggio abbiamo effettuato una visita a casa dei nonni di Aki e ho incontrato due anziani davvero in gambissima. Lei 85, lui 87, arzilli e molto cordiali. Specialmente il nonno, molto alto, dall'aria simpatica e raffinata mi ha colpito perché mi ha ricordato mio nonno Giuseppe, la persona a cui sono stato più legato durante la mia infanzia e prima gioventù. Come lui, il nonno di Aki è sempre stato un uomo di cultura e sapendo dei miei studi storici e artistici ci siamo fatti una lunga e bella chiacchierata: mi racconta diversi aneddoti riguardanti la sua vita e infine regala alla nipote dei soldi e a me delle opere artistiche antiche parecchio pregiate. Tra le tante cose alcuni manoscritti in calligrafia tradizionale artistica di genealogie imperiali, testi antichi, una copia dell'Heike Monogatari prima edizione storica giapponese (uscita a suo tempo in 200 pezzi numerati) e un dipinto antico (di circa 200 anni) di cui si conserva una sola copia al museo di Nara. Tutto ciò non so come e se potrò portarlo in Italia. Ho cercato di rifiutare vista l'entità degli oggetti ma lui ha insistito perché li prendesse qualcuno che ha a cuore la storia, l'arte e l'antichità. Ho accettato con commozione.
Unica sua richiesta: una visita ai luoghi dello Heike Monogatari, ovvero le gole e le isolette di rimpetto a Takamatsu (al tempo Yashima), dove si consumò lo scontro epico (passato alla storia come Battaglia di Yashima) tra il piccolo manipolo di guerrieri del leggendario Minamoto no Yoshitsune (che uscì dallo scontro vittorioso) e la grande flotta del clan Taira a lui avverso.
Come promesso io e Aki siamo andati su un alto promontorio (Monte Yashima) e dopo una lunga scarpinata abbiamo visto dei panorami assolutamente straordinari. Vedute a cui le foto non rendono assolutamente giustizia.
Foto 1
Foto 2
Foto 3
La Foto 4 ritrae il promontorio della Battaglia di Yashima.
Foto 4
La sera i nonni e altri familiari di Aki ci hanno invitati a cena e ci siamo ritrovatiin un posto molto tradizionale, dove a servirci c'erano delle cameriere in kimono davvero elegantissime. Vi regalo solo un'immagine della mia camera e di un ragazzetto che adora il calcio italiano, la nazionale e la Juve. ehhehehe
Foto 5
Foto 6
A proposito di cene con i giapponesi sappiate che si beve parecchio, solo che noi occidentali reggiamo parecchio, loro dopo pochissimo vanno fuori come balconi.
Il giorno dopo ho realizzato un altro dei miei desideri visitando di mattina uno dei giardini monumentali più famosi del Giappone, il Ritsurin Kōen. All'interno oltre a vedute mozzafiato ho goduto della visita di alcuni musei dell'artigianato storico e di una bella esposizione di bonsai (che tralaltro adoro). Descrivere un parco come quello è difficile perché suoni, colori e raffinatezza sono un mix così complesso e legato alle emozioni sensoriali che descriverle non è affatto semplice. Posso solo dire: andateci.
Foto 7
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Prima di tornare a Kobe siamo tornati dai nonni e questa volta il nonno di Aki mi ha portato nel suo studio privato, una sorta di laboratorio pieno zeppo di quadri, lavori di grafica e calligrafia tutti prodotti da lui. Un luogo davvero bello, che trasudava serenità e senso del bello.
Foto 11
Foto 12
La partenza è stata emozionante e durante il tragitto che ci riportava a casa ho pensato che ancora una volta dovevo ringraziare Dio per le nuove esperienze vissute e per quanto mi avevano dato questi incontri e queste due intensissime giornate.
E con questo si chiude anche la pagina dedicata alla visita di Takamatsu. La prossima volta torneremo a Himeji e vi assicuro che non mancherà qualche risata!
A presto.
Falco78
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